Panorama

Chiedere l’amicizia su Facebook al personaggio di un romanzo si può.
Come si fa? Leggi Panorama (NN Editore 2015) di Tommaso Pincio, e poi vai su Fb.
Cerchi Ottavio Tondi e Ligeia Tissot, clicchi aggiungi agli amici e aspetti. Noi l’abbiamo appena fatto. Ligeia, dalla foto del profilo, appare proprio “spietatamente giovane” e possiede una “luce irruenta e folle, da assassina” nello sguardo. La foto di copertina è quella del suo letto, il letto che Ottavio contempla di continuo. Sì, perché questo libro racconta una storia d’amore, un amore mai consumato, un amore virtuale. E lo sappiamo fin da subito, perché “mai è la parola chiave”, così si apre Panorama.

E cos’è Panorama? È più o meno Facebook, ma con una funzione in più: quando ti iscrivi sei obbligato
ad avere una telecamera fissa su un punto della tua casa, se no ti bannano per sempre. Ligeia la punta sul proprio letto, quasi sempre disfatto, e Ottavio si consuma guardandolo. E Ottavio chi è? Ottavio è il grande lettore. È l’ultimo lettore nel mondo descritto nel libro. E di scrivere non ne vuole sapere, sebbene in quel mondo – non così lontano dal nostro – tutti vogliano scrivere.

Nel suo ambiente tutti volevano diventare qualcosa. Gli aspiranti scrittori volevano diventare scrittori, gli scrittori volevano diventare scrittori di successo, gli scrittori di successo volevano diventare scrittori apprezzati dalla critica.

Ottavio scrive solo su Panorama, e scrive a Ligeia. E, intorno, tutti gli altri utenti litigano e fanno chiasso. Ottavio scrive d’amore a Ligeia e comunica con gli altri tramite le sue Memorie delle cose lette prima di dire m’addormento, citazioni senza fonte che mette come status. Lui la faccia non ce l’ha: su Facebook c’è un uomo un po’ triste e grigio che legge, copertina nera. No, non è il baffuto-hipster-patinato Joaquin Phoenix in Her di Spike Jonze (2013). E quel mondo, quella realtà distopica, cifra stilistica di Tommaso Pincio, non ha proprio nessuna luce calda da filtro Instagram.

Sul nostro Panorama, Facebook, per ora privo di telecamera, ma anche Twitter, possiamo chiedere l’amicizia ai personaggi dei romanzi, diventare noi stessi personaggi, twittando come fossimo
Mr Darcy ed Elizabeth Bennet, e ovviamente spiare le vite degli altri, e inventarci. Scriverci. E anche decidere di sparire, come fa Ligeia. Quello che ha fatto Tommaso Pincio con questo romanzo e con i suoi fake, è una cosa che va oltre la promozione del proprio libro. È un modo per dire che il modo di leggere sta cambiando, e per saperne di più clicca qui. E poi magari ne parliamo anche con lui, viene al Circolo giovedì 17 settembre alle 21. C’è una festa.