HUMAN LIBRARY

C’è un romanzo con un’invitante fetta di torta con la panna in copertina.
Si intitola L’inconfondibile tristezza della torta al limone.

La protagonista Rose ha 9 anni e si accorge, così dal nulla, di avere una capacità straordinaria: assaggiando un boccone del pranzo, della cena o una merendina, percepisce i sentimenti che ci ha lasciato dentro chi li ha preparati.

Ogni assaggio è una storia.

Capita così anche con i libri, li assaggi – basta un morso – e scopri il loro sapore. Se addenti Proust, sai che non avrai mai voglia di mangiare altro per un po’. Se assaggi Truman Capote, senti il profumo dolce di un Martini con oliva, e ti vien voglia di rigirare un bicchiere tra le mani. Se provi Bukowski, ti rimane addosso l’odore di fumo stantio e di whisky di pessima qualità.

E se qualcuno ti dicesse: Anch’io sono un libro, assaggiami?
Proprio questo succede nel progetto Human Library: le persone si trasformano in libri per raccontare la propria storia. Che sarà confusa o chiara, felice o triste. Può essere prevedibile come un romanzo di genere o originale come solo la vita può essere. Chissà.

Per entrare con tutti i panni nella dimensione fantastica della letteratura, i libri umani domani si affacciano ai balconi del condominio di via Sant’Anselmo 6, San Salvario, Torino, e invitano i curiosi a entrare. Come Georges Perec!

E tu che libro sei?

C’era una cosa che diceva Bukowski, non ci ricordiamo più dove: diceva che dei libri noi sbagliamo a sottolineare le cose che ci riguardano. Per scoprirci, per capirci, dovremmo prestare attenzione a ciò che non ci viene in mente di segnare con una riga di matita.
(NB. È proibito usare penne e evidenziatori!)