L’ALBERO RUSSO PIÙ POETICO. IL MUGO DI ŠALAMOV

Come indica il titolo, il protagonista di questo racconto è un albero che si offre allo sguardo e alle riflessioni del narratore. Si tratta di un mugo, una specie di conifera, un arbusto che abita le montagne e riesce a far penetrare le proprie radici nelle fessure delle rocce: una pianta caparbia e coraggiosa.

Durante l’inverno, in particolare quando arriva la neve, il mugo si curva e arriva a coricarsi sul terreno in modo che la neve, ricoprendolo, formi quasi una duna rispetto alla superficie immacolata e uniforme: insomma, si addormenta, va in letargo come un orso. Quando arrivano le avvisaglie della primavera, il mugo si raddrizza, si rialza, e riprende la sua postura di albero. Non si creda però a un atteggiamento meccanico o consapevole che dir si voglia: il mugo è un credulone: se, in pieno inverno e con la neve, si accende un fuoco, lui sente il calore e si rialza, per poi ricoricarsi appena avverte che non è ancora arrivato il momento di stare in piedi. Il mugo è il profeta del tempo, e già su questo l’uomo è in difetto nei suoi confronti: i cinque sensi di cui dispone non sono sufficienti né per le predizioni né per le profezie.

Antropomorfizzazione, valore simbolico, esemplarità. Ecco allora che il narratore può affermare che il mugo è l’albero russo più poetico, molto di più del salice piangente, del larice, del cipresso. Il valore letterario – meglio ancora poetico – di questo testo diventa altissimo se si pensa che chi lo ha scritto ha trascorso diciassette anni in un gulag, un luogo dove l’abbruttimento e la disperazione dell’uomo hanno toccato l’apice dell’orrore. Il mugo fa parte de I racconti della Kolyma, il documento letterario in cui Šalamov ha restituito la sua esperienza di prigionia, scritto nel corso di un ventennio (tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento), e dove trovano spazio sì la denuncia dell’orrore vissuto, ma anche squarci lirici come questo – davvero sorprendenti rispetto al contesto –, testimonianza della resistenza della dignità umana e di una capacità di sguardo esemplare per tutti i lettori.

Varlam Šalamov - Vologda, 18 giugno 1907 – Mosca, 17 gennaio 1982

Varlam Šalamov - Vologda, 18 giugno 1907 – Mosca, 17 gennaio 1982

Varlam Šalamov – Vologda, 18 giugno 1907 – Mosca, 17 gennaio 1982

Francesco Pettinari
è consulente edi­toriale di Einaudi,
ha collaborato con la Scuola Holden dal 2005
e scrive di cine­ma per L’Indice

Da moltissimi anni Francesco Pettinari è il conduttore di due gruppi di lettura, uno dedicato alla letteratura e uno al cinema, L’angolo del cineforum. Quest’anno il titolo del gruppo di lettura letterario è Bellezza Russa, il giorno è il mercoledì, dalle 18 alle 19. Qui tutte le informazioni.