NON SI VIVE SOLO NEL PRESENTE. 10 BELLISSIME AUTOBIOGRAFIE DA LEGGERE

La scrittura autobiografica si fonda sul passato e sfata la convinzione che noi si viva solamente nel presente, nelle sue felicità o ferite. Siamo il nostro passato anche quando non vorremmo più fare i conti con lui, desidereremmo dimenticarlo per sempre: il passato, ci può perseguitare, far gioire e desiderare il presente e il futuro. Accoglierlo, accettarlo è uno degli scopi della scrittura autobiografica. Oggi 10 scrittori alle prese con il proprio passato.

1. Joseph Anton di Salman Rushdie (Mondadori)
Joseph Anton è Salman Rushdie. Così lo scrittore angloindiano ha scelto di chiamarsi, unendo i nomi dei suoi scrittori favoriti, Conrad e Čechov quando, nel 1989, ha cominciato la sua vita sotto protezione. Infatti, Rushdie, per il suo libro I versi satanici, è stato “condannato a morte” dall’ayatollah Khomeini e, accusato di blasfemia, e costretto a vivere sotto il controllo di una scorta armata. Come vive uno scrittore minacciato di essere assassinato?
Salman Rushdie è al Circolo dei lettori domenica 26 novembre, ore 17 con Sandro Veronesi. Info qui.

2. Hitch 22. Le mie memorie di Christopher Hitchens (Einaudi)
Christopher Hitchens è stato un giornalista, saggista, critico letterario, straordinario prosatore e oratore. È stato uno dei più grandi. La sua vita, tra memorie pubbliche e private, è raccontata in un libro, racconto di un “bastian contrario” e di mezzo secolo di storia, dalle proteste degli anni Sessanta e Settanta agli scenari successivi all’11 settembre. Hitchens era nemico del fondamentalismo religioso, che ha criticato ferocemente.
Tra le sue frasi più celebri: Avere la libertà di parola non è abbastanza. Bisogna imparare a parlare liberamente, La religione ha il potere di convincere persone buone a fare cose cattive, e fa dire cose stupide a persone intelligenti. Le altre qui.

3. Una vita come le altre di Alan Bennett (Adelphi)
«C’è stato qualche altro caso di malattia mentale nella vostra famiglia?». Comincia con questa domanda, rivolta da un assistente sociale dello Yorkshire, questo straordinario, commovente viaggio interiore di Alan Bennett.
Di Alan Bennet vi abbiamo scritto qui, e qui.

4. Just Kids di Patti Smith (Feltrinelli)
Il racconto di quando Patti e Robert erano “solo ragazzi“, come li definì una coppia di anziani per strada, a New York negli Anni Settanta. Questo è il libro in cui Patti Smith ripercorre i sentieri che dall’infanzia a Chicago la portano a New York dove incontra Robert Mapplethorpe.

5. La mia famiglia e altri animali di Gerard Durrell (Adelphi)
«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro». Così l’autore presenta questo libro, universalmente amato.

6. Giorni selvaggi di William Finnegan (66thand2nd)
Per molti il surf è solo uno sport. Per il surfista è una filosofia di vita, «una via» alla ricerca di sé. William Finnegan ha cominciato a sfidare il dio oceano da ragazzo, in California e alle Hawaii. Giorni selvaggi è la storia di una vita trascorsa a inseguire le onde più belle nei cinque continenti.

7. Questo buio feroce. Storia della mia morte di Harold Brodkey (Fandango)
Harold Brodkey aveva 66 anni quando l’AIDS lo condannò a una morte lenta ma inesorabile. La malattia arrivò nel periodo più bello e non avrebbe potuto desiderare di meglio quando la morte bussò alla sua porta e si mise “lì in corridoio” aspettando di portarlo con sé. “Questo buio feroce” è la sua pietra tombale, il racconto che celebra le conquiste di una vita nell’estremo, finale saluto.

8. Tra me e il mondo di Ta-Nehisi Coates (codice edizioni)
Tra me e il mondo è una lettera che l’autore scrive al figlio Samori nel giorno del suo quindicesimo compleanno. Coates racconta la storia della sua infanzia nella parte sbagliata di Baltimora, della paura delle strade e delle gang, della scuola, della violenza, della polizia. Vincere questa paura, la paura di perdere il proprio corpo, diventerà lo scopo della sua vita. Per la prima volta la ricostruzione della storia americana riparte da zero; e riparte proprio da Ground Zero – dove ben prima del crollo delle torri gemelle c’era la sede del mercato degli schiavi della città di New York – per arrivare alle continue uccisioni ingiustificate di neri da parte della polizia, una violenza che diventa in questo racconto la storia universale del razzismo. Un libro bellissimo.

9. L’anno del pensiero magico di Joan Didion (il Saggiatore)
È la sera del 30 dicembre 2003 quando John Gregory Dunne, sposato da quarant’anni con Joan Didion, muore all’improvviso. Da quella data inizia per la scrittrice l’anno del pensiero magico, in cui lutto e sogno sovrascrivono la vita, e l’impossibile addio all’uomo amato si trasforma lentamente, ricordo dopo ricordo, in un profondo colloquio con la morte, durante il quale tutto viene riconsiderato.
Di Joan Didion vi abbiamo scritto anche qui.

10. Esperienza di Martin Amis (Einaudi)
«Perché mai dovrei raccontare la storia della mia vita? So che cosa occorre per fare un buon racconto, e alla vita manca quasi tutto: struttura ed equilibrio, forma, completezza, misura». Eppure, tra il 1994 e il 1995 qualcosa è successo, «grandi eventi» hanno trasformato lo scrittore di romanzi e di racconti nell’ autore di un’originale, eccentrica autobiografia.

Un’autobiografia particolare? Quella di un libro. Ne parliamo al Circolo dei lettori martedì 21 novembre ore 18 con Andrea Kerbarker, direttore di Tempo di Libri

* Immagine di copertina: rawpixel.com